Catalogo

Sin dai primi decenni del Novecento il patrimonio artistico della Calabria è stato oggetto di un’attenta campagna di censimento promossa dal Ministero dell’Educazione Nazionale documentata nel volume Inventario degli oggetti d’arte d’Italia – II Calabria curato da Alfonso Frangipane e pubblicato nel 1933.
Dalla sua istituzione nel 1975, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dato forte impulso all’attività di catalogazione dell’ingente patrimonio nazionale e ha promosso, per il tramite dei suoi uffici periferici, una capillare e sistematica campagna di inventariazione e catalogazione, di fondamentale importanza per la Calabria, poiché ha dato vita ad una straordinaria banca dati, strategica ai fini della conoscenza e salvaguardia di un patrimonio per lo più sconosciuto e a rischio di dispersione.
L’individuazione e la conoscenza dei beni, la loro opportuna documentazione e l’archiviazione delle informazioni raccolte, costituiscono l’indispensabile supporto per definire efficacemente l’azione di tutela attuata dalla Soprintendenza.
L’ ufficio del Catalogo, sulla base degli standard e delle normative emanati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, ha predisposto programmi annuali e triennali di catalogazione e documentazione fotografica sui beni storico - artistici del territorio calabrese.
L'attività di catalogazione è stata effettuata avvalendosi di professionalità esterne qualificate, laureati o specializzati in storia dell'arte e fotografi professionisti.
Le campagne di schedatura hanno interessato particolarmente i centri della regione più significativi e in massima parte il patrimonio d’arte delle chiese calabresi.
L’archivio del Catalogo custodisce schede storiche, di grande interesse documentario, compilate negli anni compresi tra la fine dell’Ottocento e il 1940, e schede redatte dal 1970 in poi.
Le schede cartacee ammontano a circa 43.000, suddivise per tipologie e corredate da documentazione fotografica in bianco e nero.
Grazie al progetto nazionale ARTPAST, tra il 2005 ed il 2007, si è proceduto all’informatizzazione di tutte le schede cartacee e alla digitalizzazione delle immagini. Le schede saranno a breve rese definitivamente disponibili per la fruizione pubblica, grazie al riversamento nel SIGEC (Sistema Informativo Generale del Catalogo) gestito dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.

Il Catalogo è aperto al pubblico. Le schede, consultabili anche presso le postazioni informatiche appositamente predisposte, possono essere fotocopiate o stampate nei limiti di n. 5 schede al giorno, ma non ne è consentita la riproduzione su supporto digitale.